La Contro-Campagna

La Contro-Campagna

Le parole creano e distruggono spazi e luoghi, edificano e annientano idee e opinioni.
Le parole, quelle dei manifesti di Pro Vita e Famiglia, hanno reso i nostri spazi, luoghi ostili e disinformati.

Con le parole e con i fatti, faremo da contraltare alla loro disinformazione, con l’informazione.

Cosa è successo?

In molte città italiane sono stati affissi dei manifesti con lo slogan: «Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva RU-486,
mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio nel grembo».

Sono solo alcuni dei manifesti della campagna di Pro Vita e famiglia, Onlus antiabortista, in risposta alle nuove linee guida dell’Agenzia Italiana del Farmaco sull’utilizzo della pillola abortiva RU-486 che, tra le altre cose,
hanno introdotto la possibilità di assumerla senza ricovero ospedaliero.

Come molte altre persone in tutta Italia, anche noi abbiamo ritenuto questa campagna inaccettabile, perché dà false affermazioni prive di fondamento scientifico.

La RU-486 non è un veleno. La pillola abortiva è un farmaco, presente in Italia dal 10 dicembre del 2009, dopo l’approvazione dell’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco.

Il vero veleno è la disinformazione. Malgrado la onlus Pro Vita e Famiglia abbia dichiarato, in calce ai manifesti, che l’azione è “finalizzata a sviluppare un dibattito plurale e la riflessione critica”, le modalità e il linguaggio hanno molto di dogmatico.

L’ allusione “Prenderesti mai del veleno?” è violenta e pericolosa, è un’opinione che si fa pubblicità. È una frase che veicola informazioni false, esagerate e tendenziose. Nello specifico:

falsa è la notizia che rappresenta la realtà in modo difforme con conseguente alterazione del contenuto dell’informazione che si diffonde;

esagerata è la notizia che viene deformata nel suo complesso fino a cambiarne radicalmente il contenuto informativo;

tendenziosa è infine la notizia che contiene un’informazione che non è falsa di per sé, ma che è destinata a produrre un effetto dannoso per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Noi pensiamo che ogni donna che intenda ricorrere all’aborto, un diritto legalmente riconosciuto, debba essere tutelata e mai ostacolata.

Per queste ragioni abbiamo deciso di rispondere con la contro-campagna Non è un veleno: per far sì che manifesti del genere non appaiono più nelle nostre città e che ogni donna possa esercitare la propria libertà di scelta senza essere fuorviata da affermazioni scorrette.

Proprio per questo abbiamo strutturato la contro-campagna in tre diverse azioni: comunicativa, informativa e legale.

La RU-486 non è un veleno. Il vero veleno è la disinformazione che, facendo leva su paure e vulnerabilità, confonde l’opinione con i fatti.

Scongiura anche tu la disinformazione, attivati. 

La comunicazione di Pro Vita e Famiglia - parola al filosofo Lorenzo Gasparrini

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