Chiediamo alla Regione Siciliana che l’aborto non venga ostacolato

La Giornata internazionale per l’accesso all’aborto sicuro è stata per noi un momento di fondamentale importanza, non solo perché siamo scese in piazza i giorni precedenti per parlare di aborto con la gente, uno dei temi più complessi e più eclissati nel panorama nazionale e globale, che si preferisce mantenere tabù. Non solo perché abbiamo fatto rete con altre realtà del nostro territorio, dialogando a più riprese, lavorando insieme e scoprendo di avere gli strumenti per poter apportare un cambiamento, anche se nel piccolo, in uno scenario immensamente maschilista e intriso di dogmi religiosi che sovrastano le leggi che ci dovrebbero tutelare.

Il 28 settembre per noi è stato un giorno che non dimenticheremo facilmente perché – dopo il presidio che ci ha viste presenti davanti alla Regione Siciliana, insieme a tante altre attiviste e attivisti, per chiedere che il diritto all’aborto venga garantito assumendo medici non obiettori – abbiamo ricevuto una risposta dalla nostra classe dirigente che ci dimostra quanta strada abbiamo ancora da percorrere.

La risposta che abbiamo ricevuto da parte dell’Assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza, è lo specchio di una Nazione in cui i diritti della donna, la sua libertà di scelta, la sua capacità di poter scegliere sul proprio corpo e il suo diritto di incidere sul proprio futuro, vengono sottomessi a un’inerte e ostica politica che, con il suo comodo immobilismo, fa sì che il fenomeno dell’obiezione di coscienza sia totalmente a discrezione di una mano invisibile, come se ci trovassimo nel mercato.

L’imbarazzante dichiarazione a cui ci riferiamo, pubblicata da Repubblica Palermo, ci ripugna in particolar modo per due frasi:

Non penso che in Sicilia esistano situazioni molto diverse dalle altre Regioni italiane” modo becero e sbrigativo per lavarsi le mani da una materia di sua competenza, dal momento che potrebbe agire, ad esempio come ha fatto la Regione Lazio, introducendo concorsi ad hoc per assumere medici non obiettori.

“Detto questo penso che ogni aborto che non sia dettato da ragioni di salute è una sconfitta per la comunità”.

Parole mortificanti che annientano decenni di lotte per l’autodeterminazione e la libertà di scelta non solo delle donne, che intendono risucchiarci ad un ritorno al Medioevo dettato, ancora una volta, da un uomo.

Parole che spostano l’asse ancora una volta sulla questione morale e sul giudizio.

Parole che seppelliscono perfino la richiesta di una reale applicazione della legge 194, perché l’aborto sia davvero garantito in una società i cui “decisori politici” sono oscurantisti, ingiusti e primitivi.

Parole che ci suggeriscono che, mai come oggi, dobbiamo continuare a lottare: informare su contraccezione e aborto, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, per superare ostacoli causati dall’obiezione di coscienza che in Sicilia sfiora l’80% tra il personale medico-sanitario delle strutture pubbliche; fare pressione alla classe dirigente, come abbiamo già fatto chiedendo una richiesta di incontro in Commissione Sanità (ad oggi senza ricevere risposta).

Già il giorno successivo al 28 settembre, per le strade di Palermo sono stati affissi dei manifesti con un messaggio rivolto all’Ass.re Razza: “Ieri spalmavi i morti, oggi ti scandalizzano gli aborti“. Una frase che rimanda allo scandalo che ha investito i vertici dell’Assessorato alla Sanità della Regione Siciliana durante la seconda ondata di pandemia. Ci chiediamo: in quel caso l’etica non viene tirata in ballo?

Di fronte a tali cortocircuiti contraddittori e imbarazzanti, ribadiamo che la nostra lotta non si ferma qui.

Vogliamo che tuttə le persone che abitano le nostre città non si imbattano in ostacoli disinformativi, privi di fondamenti scientifici. Essere informatə, conoscere le leggi è fondamentale per rivendicare i nostri diritti e per essere consapevoli delle scelte che riguardano la nostra salute.

Vogliamo preparare il terreno per far sì che quando si parli di aborto, a prevalere non siano i dogmi, ma la corretta informazione scientifica.

Vogliamo che l’obiezione di coscienza non rappresenti più un insidioso ostacolo, fatto di negazioni e pressioni psicologiche, nel percorso di libera scelta.

Aborto sicuro - Presidio alla Regione Siciliana

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