Insieme a molte realtà che in città si occupano di educazione sessuo-affettiva, oggi abbiamo preso parte all’iniziativa “A scuola di consenso” con La scuola del consenso la rete dell3 insegnanti di Palermo unit3 per un’educazione sessuale e affettiva nella scuola pubblica.
Alla vigilia del 25 novembre, dopo essere stat3 costrett3 a sentire le dichiarazioni dei ministri Roccella e Nordio – secondo i quali l’educazione sessuo-affettiva non serve a prevenire la violenza di genere e dei generi – fare rete e proporre iniziative e percorsi educativi che insegnino a nominare le emozioni, a riconoscere le relazioni tossiche, a prevenire le gravidanze indesiderate, a insegnare l’anatomia, il funzionamento e il rispetto del proprio corpo, è l’unica via che percorreremo.
Oggi più che mai urge unirsi al dissenso che in tutta Italia si sta esprimendo per rispondere alle provocazioni e ai continui attacchi del governo che tenta in tutti i modi di precludere l’insegnamento di concetti richiesti a gran voce dal corpo studentesco.
Cinque anni siamo entrat3 nelle assemblee studentesche perché ce lo chiedevano l3 stess3 student3, con il tempo hanno iniziato a farlo anche l3 insegnanti, bisognos3 di colmare quel vuoto formativo ed educativo che vede manifestarsi episodi sessisti e relazioni di possesso tra student3, o ragazz3 minori che normalizzano e romanticizzano la violenza, o ancora ragazz3 che sviluppano patologie perché non conscono i luoghi e le pratiche di cura e prevenzione.
Anche se tentano di vietarcelo, continueremo a farlo.
Qui il vademecum di supporto e autotutela per insegnanti e associazioni scritto e condiviso da Educare alle differenze.


